SCHEDA ALLEVAMENTO EUBLEPHARIS MACULARIUS

30 Gen , 2026 - Geco Leopardino,Rettili & Anfibi

SCHEDA ALLEVAMENTO EUBLEPHARIS MACULARIUS

Infraordine: Gekkota
Famiglia: Eublepharidae
Genere: Eublepharis
Specie: E. macularius

NOME SCIENTIFICO E SIGNIFICATO
Il nome scientifico del geco leopardino è Eublepharis macularius. Il termine Eublepharis deriva dal greco: “eu” significa “vero” e “blepharon” significa “palpebra”, quindi “vera palpebra”. A differenza degli altri membri dell’infraordine Gekkota, gli appartenenti alla famiglia Eublepharidae sono dotati di palpebre mobili. Il nome della specie ‘macularius’ si riferisce alla livrea maculata di questi animali.

ORIGINI
Il geco leopardino popola le aree rocciose e aride del Pakistan, est Afghanistan, nord-ovest dell’India, Iran e Iraq.

DESCRIZIONE
E. macularius è un geco terricolo di medie dimensioni, può raggiungere circa 25 cm di lunghezza coda compresa. È dotato di occhi con palpebre mobili e pupille verticali. Ai lati della testa, in prossimità del collo, si trovano i fori auricolari. Possiede cinque dita per zampa, ciascuna con unghie ben sviluppate. La coda è lunga e piuttosto larga, in caso di pericolo può compiere il distacco volontario della coda (autotomia) che in seguito ricrescerà, con un aspetto diverso rispetto all’originale. La parte superiore del corpo è ricoperta da squame tubercolari, mentre la zona ventrale
presenta squame embricate.

ASPETTATIVE DI VITA
E. macularius può vivere in media fino a 20 anni, con una corretta gestione e cure adeguate.

TEMPERATURA E RISCALDAMENTO
Un corretto riscaldamento è essenziale per la salute del geco leopardino essendo un animale ectotermo, ovvero prende calore dall’esterno per termoregolare la temperatura corporea. Si raccomanda l’utilizzo di un tappetino riscaldante regolato da un termostato, impostato a 30°C, che copra almeno un terzo della superficie del terrario.
Dopo l’installazione, è importante controllare le temperature interne del terrario, che devono essere ben differenziate:
•⁠ ⁠Zona calda: tra 30°C e 32°C
•⁠ ⁠Zona fredda: tra 25°C e 26°C
Temperature troppo uniformi, eccessivamente alte o troppo basse, possono causare problemi metabolici e comportamentali. L’utilizzo di un termostato servirà per mantenere condizioni stabili e sicure.

ALIMENTAZIONE DEL GECO
Il leopardino è un animale insettivoro, la sua dieta si baserà su insetti vivi come grilli e blatte, da alternare con: tarme della farina, caimani, camole del miele (occasionalmente). Le quantità da somministrare variano in base all’età e al peso. I baby necessitano di più nutrienti rispetto agli adulti per sostenere la crescita, quindi avranno bisogno di più cibo. Frequenza dei pasti in base all’età:
-Mini (0-3 mesi): 5 volte a settimana, cinque prede a pasto
-Baby (3-6 mesi): 4 volte a settimana, cinque prede a pasto
-Sub-adulti (6-12 mesi): 3 volte a settimana, quattro prede a pasto
-Adulti (12 mesi +): 1 o 2 volte a settimana, quattro prede a pasto

INTEGRATORI
Per la salute del geco leopardino è fondamentale integrare la dieta con:
-Calcio puro
-Calcio + Vitamina D3
Modalità di somministrazione:
Calcio puro:
-Spolverare sugli insetti a ogni pasto.
-Lasciare un piccolo contenitore (es. un tappo) con calcio sempre disponibile nel terrario.
Calcio + Vitamina D3:
-Va somministrato ogni 15 giorni, spolverando l’integratore sugli insetti prima del pasto.

TERRARIO
Il terrario ideale per il geco leopardino deve svilupparsi orizzontalmente, rispettando le esigenze di un animale che vive prevalentemente al suolo. Fino al compimento del primo anno di età può essere ospitato in un box o terrario di
dimensioni 40x30x20h, successivamente si passerà al terrario definitivo di almeno 60x40x30h per un singolo esemplare. Il materiale più adatto è il legno poiché consente di mantenere meglio il calore all’interno del
terrario, fattore importante considerando le basse esigenze di umidità della specie.
Allestimento:
Per garantire il benessere del geco leopardino è fondamentale allestire il terrario in modo funzionale.
Gli elementi indispensabili per i suoi bisogni sono:
-Una tana nella zona calda, posizionata sopra il tappetino riscaldante, dove l’animale potrà riscaldarsi quando ne sentirà il bisogno.
-Una tana chiusa nella zona fredda, al suo interno si inserirà fibra di cocco umidificata. La
“tana umida” è fondamentale per facilitare lo svolgimento di una corretta muta.
-Una ciotola per l’acqua sempre disponibile, da cambiare ogni giorno, deve essere fresca e pulita.
-Una ciotola per il calcio puro in polvere sempre disponibile, così che il geco lo possa
integrare quando ne sente il bisogno.
Oltre a questi elementi fondamentali è possibile arricchire l’ambiente con piante finte, rami, rocce e ulteriori nascondigli, che offriranno al geco stimoli ambientali e possibilità di arrampicata.
Per quanto riguarda il substrato, si può scegliere tra due opzioni:
-Terrario naturalistico: utilizza fibra di cocco che simula l’ambiente d’origine.
-Terrario asettico: utilizza carta assorbente, più facile da pulire e ideale per l’osservare animali appena acquistati, baby o in quarantena.
È consigliato inizialmente alloggiare il geco in un terrario asettico per circa due settimane, in modo da monitorare correttamente l’assunzione di cibo e la regolarità delle feci. Se tutto
procede normalmente, sarà poi possibile passare a un allestimento naturalistico

MUTA
La pelle dei gechi, in relazione alla crescita, viene periodicamente sostituita da un nuovo strato attraverso un processo naturale chiamato muta. Durante questa fase il geco elimina lo strato superficiale di pelle vecchia per far emergere quello nuovo, l’animale apparirà più chiaro, biancastro e scolorito. La muta non viene trovata nel terrario perché il geco la ingerisce, recuperando così importanti sostanze nutritive presenti nella pelle eliminata.
Quando il geco è in muta, tende a trascorrere più tempo nella tana umida, dove l’elevata umidità aiuta ad ammorbidire la pelle vecchia e ne facilita il distacco. Una volta completata la muta, è importante controllare che non siano rimasti residui di pelle, soprattutto sulle zampe e intorno agli occhi. Nel caso siano presenti rimasugli, è necessario intervenire inumidendo la zona con acqua tiepida per ammorbidire la pelle e rimuoverla con l’aiuto di una pinzetta. È fondamentale eliminare eventuali pezzi di muta rimasti attaccati al corpo, poiché se trascurati, possono agire come un laccio emostatico e causare seri problemi di salute

DIMORFISMO SESSUALE
A partire dal terzo mese di vita il sesso del geco diventa piuttosto evidente. I maschi sviluppano due rigonfiamenti alla base della coda, chiamati “sacche degli emipeni”, inoltre nella zona femorale, subito sopra l’apertura cloacale, compaiono i pori femorali: due file di squame che si uniscono a formare una sorta di “V” rovesciata, con una piccola escrescenza centrale. Nelle femmine entrambe queste caratteristiche sono assenti ma può capitare che alcune presentino un leggero accenno di pori femorali anche se meno marcati rispetto ai maschi.

ABITUDINI E CURIOSITÀ
Il geco leopardino vive in ambienti aridi e rocciosi, adottando uno stile di vita prevalentemente notturno. Durante il giorno si rifugia sotto rocce o in cavità fresche e umide per sfuggire alle alte temperature del suo habitat naturale. Essendo un animale terricolo, trascorre la maggior parte del tempo al suolo. Tuttavia durante le ore di attività non è raro vederlo arrampicarsi su pareti rocciose per esplorare e cacciare insetti. Esce dal rifugio al tramonto quando le temperature iniziano a diminuire e ci torna all’alba con l’arrivo del caldo. Come molti altri rettili il geco leopardino utilizza la lingua per esplorare l’ambiente, le persone e se stesso, questo comportamento gli permette di analizzare gli odori e riconoscere i luoghi. Molti gechi sviluppano un comportamento igienico stabile scegliendo un angolo specifico del terrario come “toilette” che usano con regolarità.
Può emettere dei suoni:
-se è infastidito o spaventato, può produrre piccoli “gridi”;
-durante il corteggiamento e l’accoppiamento, può emettere dei versi leggeri.
La coda ha molte funzioni importanti:
-Ondeggia durante la caccia per attirare l’attenzione della preda
-Vibra durante il corteggiamento
-In caso di minaccia, può usare l’autotomia (cioè il distacco volontario della coda per
sfuggire a un predatore)
-Funziona come riserva di grasso, utile nei periodi di digiuno o stress

CONVIVENZA
Si tratta di una specie territoriale, la convivenza tra esemplari può generare stress e
comportamenti aggressivi anche tra femmine. La coabitazione tra maschi è da evitare completamente a causa degli scontri violenti tra gli esemplari. Tra femmine si può tentare la convivenza, servirà un terrario più grande e più arredi. Nel primo periodo sarà importante monitorare frequentemente come va la coabitazione ed intervenire in caso di problema affinchè i gechi non si stressino e non sviluppino comportamenti aggressivi tra di loro. Personalmente sconsiglio la convivenza di più esemplari di questa specie, per garantire il benessere dell’animale è preferibile allevarlo singolarmente.

BRUMA
La bruma è un periodo di raffreddamento controllato che simula l’inverno ed è utile per stimolare la riproduzione, aumentare la ricettività delle femmine e prolungare la vita riproduttiva dei gechi. Consiste nell’abbassamento graduale della temperatura e nella riduzione delle ore di luce durante i mesi più freddi dell’anno, in particolare da novembre a gennaio.
Fasi del processo di bruma:
1.Pesare il geco prima dell’inizio della bruma, e continuare a monitorare il peso almeno
ogni due settimane durante tutto il periodo. Una lieve perdita di peso è normale, ma cali
eccessivi possono indicare problemi di salute e richiedere l’interruzione del processo.
2.Gestione dell’alimentazione pre-bruma, l’alimentazione deve essere progressivamente
ridotta man mano che le temperature calano. Almeno 10 giorni prima dell’inizio
dell’abbassamento delle temperature i gechi dovrebbero iniziare il digiuno per permettere la
completa evacuazione del tratto digestivo. E’ fondamentale per prevenire problemi gravi
come putrefazione intestinale, che può risultare letale.
3.Riduzione della temperatura
A partire dai primi giorni di novembre, si inizia ad abbassare la temperatura impostata sul
termostato di circa 1°C al giorno, passando dai normali 30°C della zona calda fino a 15°C.
Questo processo deve durare circa 15 giorni, per evitare shock termici.
4.Mantenimento della bruma
Una volta raggiunti i 15°C, gli animali vanno mantenuti in queste condizioni per circa due
mesi. Durante questo periodo:
-I gechi non si alimentano.
-Le ore di luce giornaliere vanno ridotte da 10–12 a 6–8 ore.
-L’attività metabolica rallenta significativamente.
5.Fine della bruma e ritorno ai parametri normali, dopo circa due mesi si inverte il
processo:
-Le temperature vanno aumentate gradualmente di 1°C al giorno fino a tornare ai valori
normali di 30°C nella zona calda e 26°C nella zona fredda.
-Le ore di luce vanno riportate gradualmente a 10–12 ore al giorno.
-Gli animali devono essere monitorati attentamente durante la ripresa, devono tornare a mangiare regolarmente e mostrare comportamenti attivi e normali

RIPRODUZIONE:
Prima di parlare di riproduzione, è importante invitare a una riflessione seria su questa scelta. Allevare non è un gioco! Stiamo parlando di esseri viventi, rettili che possono vivere fino a 20 anni e che, per tutto questo tempo, avranno bisogno delle nostre cure. Questo significa garantire pulizia quotidiana, alimentazione adeguata, gestione degli insetti da pasto, un habitat idoneo con dimensioni adatte, arredi, riscaldamento e termostato perfettamente funzionanti, supervisione durante la muta e controllo del peso, visite veterinarie annuali e, se necessario, cure veterinarie extra. Inoltre, per effettuare accoppiamenti responsabili, è fondamentale studiare la genetica e avere una conoscenza approfondita dei morph. Valutate sempre con attenzione le vostre possibilità, tenendo presente che si tratta di un impegno a lungo termine. Detto questo, possiamo iniziare a parlare di riproduzione. Il maschio raggiunge la maturità sessuale intorno ai 10 mesi, con un peso minimo di 40 g; la femmina, invece, a partire da un anno di età e con un peso minimo di 45 g. Il periodo di accoppiamento va dalla primavera all’estate, dopo la bruma i gechi saranno pronti a
riprodursi. Il maschio pronto ad accoppiarsi muove rapidamente la coda, poi si avvicina alla femmina mordendola ripetutamente. Questi morsi a volte possono provocare ferite. L’ultimo morso è generalmente più deciso e localizzato sul collo, permettendo al maschio di mantenere una presa stabile sulla femmina. Successivamente il maschio fa scivolare la propria coda sotto quella della femmina e la penetra utilizzando uno dei due emipeni. L’accoppiamento dura circa un minuto, al termine il maschio rilascia la presa e si allontana. È in questo momento che sarà possibile separare gli animali. Le uova verranno deposte dopo un periodo compreso tra due e quattro settimane.


INCUBAZIONE E GESTIONE DEI BABY:
Una volta che la femmina avrà deposto le uova, queste andranno rimosse dalla tana umida, facendo attenzione a non girarle, e spostate in un contenitore con chiusura ermetica. Come substrato per l’incubazione si utilizzerà vermiculite o perlite, con un rapporto vermiculite/acqua di 1:1 (ad esempio 10 g di vermiculite: 10 g di acqua).
Le uova impiegheranno dai 30 ai 70 giorni a schiudersi, a seconda delle temperature di
incubazione scelte. Nei leopardini è possibile “decidere” il sesso dei baby in fase di incubazione: solitamente si otterrà una prole maschile con temperature di incubazione di
30-32 °C con un tempo di schiusa di circa 30-35 giorni; incubando a 29-30 °C si otterrà una prole mista con tempi di schiusa di 40-45 giorni; se invece si desidera ottenere una prole
femminile le temperature necessarie saranno di 26-28 °C e i tempi di schiusa caranno dicirca 60-70 giorni.

Al momento della schiusa, i baby di geco leopardino
sono lunghi circa 6 cm e pesano circa 2-3 g. I baby
dovranno essere tenuti singolarmente in box sterili,
che andranno arredati con carta assorbente come substrato, una tana calda, una tana umida, un tappo con acqua e uno con calcio. Nei primi 4-7 giorni di vita, i gechi
completeranno l’assorbimento delle sostanze nutritive contenute nel sacco vitellino e faranno la loro prima muta; per questo sarà importante mantenere i box dei baby ben umidi. Terminata la prima muta, si potrà iniziare ad alimentare il geco con prede adeguate alle sue dimensioni. È importante monitorare l’alimentazione e il peso del geco nei primi mesi di vita, per assicurarsi che tutto stia procedendo correttamente.

Autore: Irene di Crispy Gecko’s, allevamento amatoriale italiano specializzato in gechi di alta qualità.


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