Rapporto mutualistico tra Gramphadorhina sp. e Androlaelaps schaeferi

7 Ott , 2026 - Blatte,Curiosità

Rapporto mutualistico tra Gramphadorhina sp. e Androlaelaps schaeferi

La presente scheda nasce dall’esperienza diretta di allevamento con le blatte del genere Gromphadorhina, insetti blattodei di grandi dimensioni originari del Madagascar. I maschi adulti possono superare gli 8 cm di lunghezza e raggiungere pesi notevoli, posizionandosi di diritto tra le specie di scarafaggi più imponenti al mondo.

Oltre alle loro peculiari caratteristiche morfologiche e comportamentali — come la capacità di emettere il caratteristico soffio difensivo (hissing) espellendo aria dagli spiracoli addominali — queste creature ospitano un micro-ecosistema affascinante sul loro esoscheletro.

Un aspetto tanto affascinante quanto spesso incompreso nell’osservazione di queste blatte riguarda la presenza di piccoli acari che popolano la superficie del loro esoscheletro. A un primo sguardo, chiunque sia abituato ad associare la parola “acaro” a un parassita dannoso potrebbe allarmarsi; tuttavia, la realtà biologica di questo fenomeno rivela una relazione di convivenza del tutto innocua e straordinariamente specializzata.

Questi piccoli aracnidi appartengono alla specie Androlaelaps schmitzi (ex Gromphadorholaelaps schaeferi), un organismo che si è evoluto per vivere esclusivamente a contatto con le blatte del genere Gromphadorhina. Non si tratta di parassiti che succhiano l’emolinfa o indeboliscono l’insetto, bensì di ospiti commensali, e per certi versi mutualistici, che traggono sostentamento dai residui organici, dalla saliva e dai detriti di cibo che si accumulano sul corpo della blatta, specialmente nelle giunzioni tra le placche dell’esoscheletro e vicino all’inserzione delle zampe.

Operando come una vera e propria squadra di pulizia in miniatura, gli acari contribuiscono a mantenere la superficie dell’ospite libera da residui che potrebbero altrimenti favorire lo sviluppo di muffe o infezioni batteriche. Dal canto loro, gli acari ottengono un riparo sicuro, una fonte costante di nutrimento e un mezzo di trasporto efficiente.

Immagine di un esemplare di A.schmitzi prelevato da una Granphadorhina sp. “Black”

Per chi si occupa dell’allevamento di questi insetti, è rassicurante sapere che la specie è strettamente vincolata alla biologia delle blatte del Madagascar: non è in grado di sopravvivere a lungo lontana dal suo ospite, non rappresenta alcun rischio di infestazione per la casa, né costituisce un pericolo per l’uomo o per altri animali. La loro presenza è semplicemente la testimonianza di un piccolo micro-ecosistema in perfetto equilibrio.

La smentita del parassitismo

Per molti anni si è ritenuto erroneamente che questi acari perforassero la cuticola dell’insetto per nutrirsi di emolinfa. Questo mito è stato definitivamente sfatato da Jay A. Yoder e Justin C. Barcelona. Attraverso l’uso di coloranti e traccianti tracciabili somministrati nel cibo delle blatte, i ricercatori hanno dimostrato che gli acari non ingeriscono mai sostanze ematiche o tessuti della blatta. Gli acari si concentrano principalmente attorno al capo, dove “condividono” il pasto con l’ospite ingerendo residui di cibo e saliva, e vicino agli spiracoli respiratori, dai quali assorbono il vapore acqueo necessario per mantenere la propria idratazione. [1]

Il ruolo igienico e la soppressione della carica fungina

Un’ulteriore pietra miliare nella ricerca è stata posta dal gruppo guidato da Jay A. Yoder e Joshua B. Benoit presso la Ohio State University e la Wittenberg University [2]. Gli studiosi hanno dimostrato che la presenza di Androlaelaps schmitzi  riduce in modo drastico la presenza di muffe e funghi potenziale causa di infezioni o allergie (come Rhizopus, Penicillium e Aspergillus) sul corpo della blatta. Rimuovendo attivamente le sostanze organiche in decomposizione e la saliva accumulate tra le pieghe dell’esoscheletro, gli acari eliminano il substrato ideale per la proliferazione delle spore fungine, trasformando il loro rapporto con l’ospite da un semplice commensalismo a un vero e proprio mutualismo.

Evidenza sperimentale del mutualismo e protezione da infezioni

Rafforzando le scoperte precedenti, gli studi successivi hanno condotto test di laboratorio in cui blatte “popolate” dagli acari e blatte “sterilizzate” (prive di acari) venivano esposte a dosi controllate di spore fungine. I dati hanno confermato che le blatte prive di acari sviluppavano infezioni fungine cutanee molto più frequentemente e presentavano un tasso di mortalità superiore rispetto a quelle dotate della loro “squadra di pulizia”, dimostrando che l’acaro funge da vero e proprio scudo biologico contro le micosi. [3]

Conclusioni

Questo insieme di notizie ci ha permesso di apprendere come la natura operi spesso con dinamiche totalmente diverse da quello che ci saremmo potuti aspettati, questo rapporto mutualistico è di estremo interesse sia a livello scientifico che dell’allevamento amatoriale. Spero che sia stato interessante o quantomeno utile a comprendere che questi acari non sono un pericolo ma bensì dei preziosi alleati!

Bibliografia

  1. Yoder JA, Barcelona JC. Food and water resources used by the Madagascan hissing-cockroach mite, Gromphadorholaelaps schaeferi. Exp Appl Acarol. 1995 May;19(5):259-73.
  2. Yoder JA, Chambers MJ, Zettler LW, Benoit JB. Regulation of the external mycoflora of the giant Madagascar hissing-cockroach, Gromphadorhina portentosa, by its symbiotic mite, Gromphadorholaelaps schaeferi. J Insect Sci. 2009;9:Article 64.
  3. Yoder JA, Tank JL, Benoit JB, Zettler LW. Madagascar hissing cockroach mite, Gromphadorholaelaps schaeferi, prevents fungal infection in its cockroach host: Evidence for a mutualistic symbiosis. Syst Appl Acarol. 2012 Jun;17(2):191-6.

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