Scheda Acanthoscurria geniculata

15 Mag , 2025 - Migali

Acanthoscurria geniculata è una migale originaria del Brasile settentrionale, in particolare delle zone umide e tropicali della foresta amazzonica. E’ un predatore che occupa la cima della catena alimentare nel microclima del sottobosco tropicale, è in grado di predare insetti, mammiferi di piccole dimensioni e rettili.

Questa specie presenta delle peli urticanti di tipo III (tra i più irritanti sulla pelle, molto di più delle Brachypelma che sono di tipo II) situate in una zona dell’addome chiamata specchio urticante, utilizzate come difesa contro predatori. Inoltre, è nota per la sua forza e l’efficienza nella predazione, mostrando comportamenti rapidi e decisi nella cattura di insetti e altri invertebrati.

E’ un animale spesso consigliato ai neofiti per la sua voracità e facile gestione dei parametri ambientali, essendo stata anche la mia prima migale la consiglio ma raccomando sempre prudenza.

Dimensioni e crescita

Le femmine adulte possono raggiungere una legspan di 20–22 cm, con un corpo robusto e vistoso. I maschi sono più piccoli e meno longevi, con una vita che difficilmente supera i 3–5 anni, mentre le femmine possono vivere fino a 15 anni.
La crescita è piuttosto rapida, soprattutto nei primi anni, rendendo la specie molto interessante da seguire anche per chi parte da esemplari giovani (sling). Come tanti altri invertebrati compiono mute periodiche per aumentare di dimensioni, aumentando circa del 20% di grandezza. Tale processo è ampiamente documentato ed è caratterizzato da una fase iniziale chiamata pre-muta dove l’animale tenderà ad essere più statico con un aspetto più gonfio (in questa fase è importante aumentare l’umidità nella teca in modo da facilitare il processo); segue poi una fase di tessitura, in cui l’esemplare pone in un angolo una tela fitta al livello del terreno, nel caso delle migali terricole, dove nella fase successiva si capovolgerà. L’ultima fase è quella di muta vera e propria dove tramite lenti movimenti convulsivi la tarantola si spoglia del vecchio esoscheletro, mostrandone uno nuovo traslucido. Adesso l’esoscheletro dovrà solidificarsi, perciò non dovremo alimentarla prima di almeno una settimana per gli sling o due settimane per gli adulti.

Nota: tutto il processo è estremamente delicato, oltre ad aumentare l’umidità non dobbiamo fare altro evitando anche di muovere la teca poiché sono animali sensibili alle vibrazioni.

Terrario

Essendo una specie terricola, ha bisogno di un terrario sviluppato in orizzontale. Per gli adulti, sono sufficienti 30×40×30 cm. Mentre per gli sling e sub-adulti la regola è sempre la stessa, ovvero il terrario o box che sia si deve adattare alla grandezza dell’esemplare, cambiandolo così man mano che esegue le mute.
Il substrato ideale è composto da torba o fibra di cocco, con uno spessore minimo di 5–10 cm. Questo permette all’animale di scavare e potersi nascondere. È importante offrire rifugi, come pezzi di corteccia, cocco o legno, per garantire un senso di sicurezza.

A livello estetico, si possono aggiungere piante o muschio, ma l’essenziale è che tutto resti funzionale e non ostacoli i movimenti della migale. Per quanto riguarda le piante è difficile che sopravvivano a meno che non sia un terrario veramente grande, sono animali pesanti che spesso per un motivo o per l’altro compromettono la piantumazione.

Importante invece è la microfauna, collemboli e Trichorhina tomentosa saranno fondamentali per smaltire le feci e gli avanzi di cibo impedendo la proliferazione di batteri e funghi.

Temperatura e umidità

Questa specie proviene da un clima tropicale, quindi necessita di temperature dai 24 ai 28°C, ma tollera anche temperature più basse, sui 20°C tende a rallentare il metabolismo e ad avere un comportamento più statico. Anche l’umidità e fondamentale, deve essere del 70-80% mantenuta da nebulizzazioni quotidiane o versando l’acqua direttamente nel substrato (senza mai inzupparlo troppo).

La ventilazione è un altro aspetto chiave per evitare surriscaldamenti, garantire la salute del sistema respiratorio ed evitare proliferazione di muffe; Deve essere tale da permettere un ricircolo efficiente: solitamente sono necessarie due griglie forate in modo da favorire il flusso d’aria, una laterale ed una superiore.

Acqua

Deve essere sempre presente una ciotolina d’acqua bassa, facilmente accessibile. Anche se la migale raramente viene vista bere, ne ha bisogno, soprattutto durante la muta o nei periodi più caldi.

Alimentazione

Acanthoscurria geniculata è una grande predatrice e difficilmente rifiuta un pasto: gli possiamo fornire blatte come Lateralis o Dubbia, ma anche tarme della farina, camole del miele, bachi da seta, grilli o locuste, non disdegna nessun tipo di cibo. Ovviamente il pasto deve essere commisurato con la grandezza dell’esemplare, non che non attacchi prede più grandi ma per evitare che queste la possano danneggia o che sia nutrita in eccesso. Solitamente la frequenza è di un pasto a settimana, anche se la frequenza è arbitraria poiché varia notevolmente dalle condizioni ambientali che li fornite, è sempre opportuno basarsi sulla dimensione dell’opistosoma: se questo risulta essere eccessivo o sproporzionato non alimentatela, evitiamo l’overfeeding. Ricorda sempre di rimuovere eventuali prede non mangiate entro 24 ore, per evitare stress o rischi durante la muta.

Riproduzione

Nella riproduzione di Acanthoscurria geniculata tutto inizia dal maschio adulto, perché è lui che diventa biologicamente “funzionante” solo dopo l’ultima muta. In questa fase sviluppa i bulbi copulatori sui pedipalpi, strutture cave che serviranno come veri e propri organi di trasferimento dello sperma, e anche uncini tibiali, utili durante l’interazione con la femmina. Subito dopo la maturità il maschio entra in una fase quasi esclusivamente riproduttiva: riduce l’alimentazione, aumenta l’attività e comincia a vagare alla ricerca di femmine.

Prima di potersi accoppiare, però, il maschio deve compiere un passaggio fondamentale: la costruzione della sperm web. Si tratta di una piccola tela, generalmente orizzontale o leggermente inclinata, tessuta sul substrato o tra superfici solide del terrario. Su questa tela il maschio rilascia una goccia di liquido seminale, poi si posiziona sotto di essa e carica i bulbi pedipalpali assorbendo lo sperma per capillarità. Questo processo può essere ripetuto più volte nel corso della vita del maschio, soprattutto se passa molto tempo tra un tentativo di accoppiamento e l’altro. Senza sperm web carica, un maschio è di fatto sterile, anche se il corteggiamento avviene correttamente.

Essendo una specie piuttosto aggressiva è importante porre particolare attenzione all’introduzione del maschio, spesso si tengono una settima prima le due teche vicine in modo che possano iniziare a percepirsi. Quando il maschio individua una femmina matura, grazie ai feromoni lasciati nel substrato o nella tela della tana, inizia il corteggiamento. Questo avviene tramite vibrazioni ritmiche e tamburellamenti delle zampe anteriori, segnali che servono sia a farsi riconoscere come partner e non come preda, sia a valutare la recettività della femmina. Se la femmina è ricettiva, risponde in modo meno aggressivo e permette l’avvicinamento; in caso contrario il rischio di predazione è concreto.

Durante l’accoppiamento vero e proprio, il maschio utilizza gli uncini tibiali per sollevare e bloccare i cheliceri della femmina, creando lo spazio necessario per inserire alternativamente i pedipalpi nell’apertura genitale (epigino). In questo momento lo sperma viene trasferito dai bulbi al sistema riproduttivo della femmina. L’intera fase è rapida e subito dopo il maschio cerca di allontanarsi il più velocemente possibile, perché la femmina può diventare aggressiva anche se l’accoppiamento è andato a buon fine.

Se la fecondazione ha successo, la femmina di Acanthoscurria geniculata può produrre un ovisacco dopo settimane o mesi, a seconda delle condizioni ambientali e nutrizionali. Data la grande taglia della specie, l’ovisacco può contenere centinaia o addirittura oltre un migliaio di uova. La femmina si occupa attivamente della protezione dell’ooteca, ruotandola e difendendola fino alla schiusa. Il maschio, invece, ha un destino molto diverso: dopo la maturità vive ancora pochi mesi, raramente più di un anno, concentrando tutta la sua breve fase adulta sulla riproduzione.

Comportamento e difesa

Si tratta di una specie difensiva, ma non particolarmente aggressiva. Quando si sente minacciata, può assumere una postura difensiva alzando le zampe anteriori e mostrando i denti oppure lanciando i peli urticanti, che possono causare irritazioni cutanee e oculari.
È una migale attiva, spesso visibile all’esterno della tana, cosa che la rende molto apprezzata. Tuttavia, non è adatta alla manipolazione: va osservata, non toccata.


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