Scheda di allevamento Dorcus taurus gypaetus

22 Apr , 2026 - Coleotteri

Scheda di allevamento Dorcus taurus gypaetus

Dorcus taurus gypaetus (o Serrognathus taurus gypaetus) è un coleottero della famiglia dei Lucanidi proveniente dall’Indonesia, questa sottospecie in particolare è un endemismo dell’isola di Java.

Si tratta di un coleottero fino a qualche anno fa raro in allevamento, almeno qui in Europa, ma mi sento di poter dire di aver fatto la mia parte nel renderlo disponibile anche in Italia dopo l’acquisto e la riproduzione di un trio CB di prima generazione proveniente dalla Germania nella primavera del 2024.

Il contenuto di questa scheda è frutto di questa triennale ma ancora in corso esperienza di allevamento.

Difficoltà di allevamento: intermedia 

Dimensioni: maschi dai 30 ai 60 mm, femmine tra i 20 e i 35 mm

Tempo da uovo a pupa: dai 4mesi per le femmine ai 6/7 mesi per i maschi più grandi

Tempo in pupa: ~1 mese

come per la maggior parte dei Lucanidi consiglio di lasciarli nella cella pupale che si sono costruiti, al contrario di altri coleotteri che necessitano di essere rimossi per controllare umidità o per evitare che il substrato ceda gli scarabei appartenenti a questa famiglia costruiscono celle estremamente resistenti e normalmente riescono a svilupparsi senza bisogno di aiuto esterno.

Durata vita da adulti: più di un anno, generalmente massimo fino a 14 mesi circa, almeno per quella che è stata la mia prima generazione 

Gestione adulti e box 

La gestione degli adulti di questa specie può presentare alcune sfide e inconvenienti, tuttavia con le giuste precauzioni si possono ottenere accoppiamenti di successo e grandi quantità di larve.

Trattandosi di Lucanidi è di estrema importanza separare i maschi tra loro, in quanto sono molto territoriali e inclini a danneggiarsi spesso anche in maniera fatale, parlando delle femmine invece, queste possono tollerarsi maggiormente ma è sempre meglio dargli il giusto spazio.

È quindi bene separare gli esemplari coppia per coppia, o al massimo 1 maschio e 2 femmine fornendo i giusti spazi.

ma non senza alcuni accorgimenti di cui parlo nel paragrafo successivo dedicato alla riproduzione.

Tipico esempio di box riproduttivo per un trio di adulti

Sempre considerando la famiglia a cui appartengono, il mio consiglio è di allevarli direttamente su flakesoil o su legna marcia tritata di quercia/faggio, anche la torba può andare bene ma in questo caso meglio eccedere con la legna interrata.

È infatti necessario fornire almeno una decina di centimetri in profondità di substrato ben pressato, compattandolo il più possibile, nel quale andrà posto uno o più tronchi o pezzi di legna di quercia o faggio marcescente possibilmente non troppo duro, che sarà il sito principale della deposizione, le femmine di molte specie di Lucanidi infatti, tendono a scavare dei piccoli buchi nella legna e posizionarvi le uova piuttosto che deporle  liberamente.

Pressare bene il substrato serve a creare siti di deposizione che non siano necessariamente all’interno del tronco e spingere la femmina a scavare e deporre maggiormente.

se il substrato si presenta compatto infatti la femmina può deporre qualche uovo anche al suo interno andando così ad aumentare il numero totale di larve ricavate.

Il substrato andrà tenuto umido ma mai zuppo, in modo tale che stringendo in un pugno un po’ di substrato, questo si compatti senza sgocciolare.

È sempre importante posizionare rami e cortecce al di sopra del substrato, così da fornire agli insetti degli appigli nel caso in cui dovessero ribaltarsi e dei nascondigli sotto i quali stare durante il giorno, considerando che sono animali prevalentemente notturni/crepuscolari.

Un pezzo di legno marcescente come questa può essere un ottimo laying log

Gli adulti andranno alimentati con Beetle jelly (industriale o fatta in casa) o frutta molto matura (da preferire la banana), possibilmente sempre disponibile ma va bene anche a giorni alterni.

La jelly è sempre la scelta migliore.

Sempre mettere il cibo su un piatto o un tappo in modo da non attirare acari e non farlo avariare troppo rapidamente.

Riproduzione 

Solitamente, con i Coleotteri di questo genere onde evitare che i maschi danneggino o uccidano le femmine con le loro forti mandibole si procede in due modalità:

  • Blocco delle mandibole e inserimento di maschio e femmina/e nello stesso box

Attraverso l’utilizzo di un pezzo di cannuccia di plastica e una fascetta da elettricista, (oppure di più fascette da elettricista) andiamo a bloccare le mandibole del maschio, durante e immediatamente dopo questo processo ovviamente il maschio cercherà di liberarsi e apparirà piuttosto infastidito, tuttavia bastano poche ore perché si abitui a questa nuova condizione e riprenda a vivere normalmente, se il blocco è stato fatto correttamente i maschi non hanno alcun problema a muoversi, scavare, accoppiarsi e alimentarsi

Saranno soltanto impossibilitati a danneggiare le femmine.

Personalmente è la tecnica che consiglio con questa specie

Maschio maggiore di 56  mm con mandibole bloccate, è stato Padre di un gran numero di Larve e ha vissuto a lungo e senza problemi in questa condizione.

  • Accoppiamento in ambiente, controllato e supervisionato

Inserendo maschio e femmina insieme in un box che andremo a controllare costantemente o anche periodicamente (quando entrambi hanno raggiunto la maturità sessuale) si ha modo di osservare l’approccio del maschio nei confronti della femmina, confermare che ci sia stato o meno l’accoppiamento e in caso questo sia riuscito correttamente porre la femmina nel box riproduttivo e tenere il maschio in un box a sé.

Questa è una tecnica che funziona bene con specie particolarmente aggressive, che quindi appena localizzata la femmina iniziano subito a bloccarla e tentare l’accoppiamento.

Naturalmente, avendoli sotto controllo possiamo subito intervenire nel caso questi ultimi esagerino o scambino la femmina per un avversario.

Purtroppo, almeno per quella che è stata la mia esperienza, non si tratta di una tecnica particolarmente efficace nei confronti di Dorcus taurus, che è una specie un po’ più timida e che si prende i suoi tempi.

Di lato potete vedere una coppia in box per accoppiamento controllato, sfortunatamente come ho detto, si tratta di un setup che non premia molto con questa specie non essendo aggressiva come ad esempio D. titanus.

Per fare un box di questo tipo, è meglio eliminare qualsiasi nascondiglio sotto il quale la femmina possa scappare dal maschio, attaccando al fondo del contenitore in plastica del cartone sul quale vengono fatte delle incisioni per consentirgli di aggrapparsi e camminare correttamente.

Nonostante non si tratti di una specie particolarmente aggressiva e io stesso ho avuto diverse coppie o trii riproduttivi insieme senza prendere alcuna precauzione particolare e senza riscontrare nessun problema, non tutti i maschi sono uguali e alcuni ci ricordano che trattiamo pur sempre di Lucanidae.

Mi è capitato sottovalutando alcuni maschi particolarmente aggressivi di perdere delle femmine o ritrovarmele danneggiate e con evidenti segni di morsi, come vedete nella foto qui affianco.

Una delle prime due femmine che ho avuto e lasciato insieme con il maschio senza preoccuparmene troppo, mostra chiari segni di morsi che non sono risultati fatali ma che mi hanno fatto capire che i maschi di questa specie non sono sempre calmi come sembrano.

Raccolta delle uova e delle larve

Tendenzialmente io sconsiglio di cercare le uova quando si parla di Lucanidae, questo perché venendo deposte all’interno dei tronchi marci per raggiungerle si rende necessario aprire questi ultimi rischiando di romperle, non notarle o comunque sprecare un buon laying log aprendolo per la ricerca.

Certo prima o poi si renderà necessario estrarre le larve e a quel punto bisognerà sostituire il tronco per la deposizione.

Personalmente io aspetto di vedere tunnel o larve sui lati del box per iniziare la raccolta delle larve, che mi indicano che almeno qualche uovo si è già schiuso.

Con questa famiglia meglio aspettare di più che meno, certo senza esagerare

In quanto essendo piuttosto esigenti in termine di substrato e avendo tendenze cannibalistiche non possiamo trattare le larve come una specie comunitaria.

Proprio per questo una volta raccolta le larve queste andranno separate singolarmente.

Larve di vari stadi e misure raccolte da un box con un maschio e  due femmine, è evidente come ci sia una discreta differenza di dimensioni e che quindi nonostante il cannibalismo sia una realtà per questa specie non sia poi così pericoloso lasciarle insieme per un po’ 

A mio avviso, è molto più rischioso aprire prematuramente il laying log vista la delicatezza e la minuscola dimensione delle uova.

Gestione delle larve

Le larve degli scarabeidi hanno tre stadi

L1 da uovo alla prima muta

L2 dalla prima muta alla seconda muta

L3 dalla seconda muta alla pupa

È facile capire quale sia lo stadio della larva in questione, guardando la testa, unica parte veramente rigida della larva e che quindi cambia di dimensione solo con la muta

Trattandosi di una specie di dimensioni medio piccole, le dimensioni che consiglio per l’allevamento sono di mezzo litro di substrato per larva, con contenitori che lascino un discreto spazio orizzontale per la costruzione delle celle pupali.

Questo spazio e quantità di substrato mi hanno consentito di raggiungere esemplare di grande taglia per questa specie senza nemmeno mai effettuare un cambio di substrato.

Taglie che sono riuscito ad alzare di qualche mm con un cambio di substrato per le larve maschili, identificabili purtroppo soltanto dalla dimensione maggiore di quella delle femmine.

Nei Lucanidae infatti determinare il sesso delle larve risulta complicato anche su specie molto grandi, mentre su quelle piccole come questa è praticamente impossibile

Considerando però il rapido sviluppo di questa specie, basta che le Larve raggiungano lo stadio L3 per poter confrontare gli esemplari dalla testa più e meno grande, e poter fare un cambio di substrato a quelli più promettenti, che molto probabilmente saranno maschi.

Larva L3 di un grosso maschio, le femmine non si avvicinano minimamente a queste dimensioni
Larve di vari stadi nei loro contenitori da mezzo litro l’uno

Box da mezzo litro che uso per l’allevamento di questa e altre specie

Come nella maggior parte degli scarabei bastano pochi piccoli fori sul coperchio dei box per consentire un adeguato scambio d’aria e mantenere la corretta umidità.

Gestione della pupa

Una volta raggiunta la fine del loro sviluppo, le Larve andranno a creare una cella pupale.

Trattandosi di Lucanidae questi Coleotteri ne fanno di molto resistenti, pertanto non necessitano di assistenza o di celle artificiali.

Fortunatamente per noi la maggior parte delle volte costruiscono queste celle sul lato dei contenitori, rendendoci possibile guardare il passaggio da larva in ninfosi a pupa e infine ad adulto.

Da allevatore comprendo perfettamente la curiosità di vedere di che sesso sia la larva che stiamo allevando o che dimensioni possa raggiungere la sua pupa, ma è bene stare molto attenti a non maneggiare troppo i box perché in questa fase sono più che mai sensibili alle vibrazioni e se vengono stressate troppo potrebbero morire.

Non c’è da preoccuparsi se una volta che le femmine si saranno impupate o addirittura saranno diventate adulte mentre le larve dei maschi sembrano ancora indietro, pare essere la norma per questa specie avere dei tempi di sviluppo piuttosto diversi, questo non mi ha mai causato disagi in quanto sono molto longevi da adulti, con esemplari che superano anche un anno di età in questo stadio.

Larva che sta formando la cella pupale sul bordo del contenitore

Cella pupale di maschio maggiore aperta per mostrare la pupa, processo fatto a fini fotografici e rischioso se non fatto in maniera oculata.

Pupa di esemplare maschio, possiamo notare come la pupa si stia seccando e si noti già le prime parti indurite dell’esoscheletro dell’adulto
Maschio adulto appena sfarfallato, in questo momento il suo esoscheletro è morbido e molto delicato, quando sono così è bene aspettare qualche giorno prima di trasferirli per la diapausa

Gestione della diapausa 

Una volta ottenuti gli esemplari adulti all’interno delle loro cellette consiglio di procedere estraendoli e posizionandoli in piccoli box provvisori nei quali è possibile monitorare la diapausa, momento molto delicato per loro, in quanto devono indurire l’esoscheletro e attivare il loro metabolismo.

Maschio maggiore pronto per la diapausa

Questi box possono essere fatti posizionando un substrato che possa essere inumidito e coperto senza paura che si formino muffe o altri agenti pericolosi, ad esempio segatura, fibra di cocco o semplicemente qualche strato di carta assorbente, posizionandovi il coleottero al di sopra e coprendolo con un altro foglio di carta assorbente sempre inumidito 

Anche qui bastano pochi fori per una consentire un minimo scambio d’aria 

Esempio di setup per la diapausa con fondo di segatura coperto da carta assorbente bagnata
Stesso box ma dopo l’attivazione dello scarabeo, risulta evidente che l’animale sia uscito dalla fase dormiente

A questo punto, basta tenere al buio questi contenitori, controllandoli periodicamente.

Dopo circa due mesi, il foglio di carta assorbente sulla superficie sarà completamente spostato se non fatto a brandelli e ci saranno segni evidenti dell’attività dei Coleotteri, potremmo dunque prendere i nostri adulti, alimentarli e scegliere il setup in cui porli.

Scheda a cura di Giacomo Minoli

Profilo instagram: @the_wild_sanctuary


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