Patologia delle scolopendre: la Micosi

2 Set , 2026 - Patologie,Scolopendra spp.

Patologia delle scolopendre: la Micosi

La micosi nei Miriapodi (e nello specifico nel genere Scolopendra) rappresenta una delle patologie infettive più gravi, diffuse e potenzialmente letali in ambito sia naturalistico sia di stabulazione. Si tratta di un’infezione fungina primariamente cutanea che, se non diagnosticata e trattata precocemente, evolve in una patologia sistemica ad alto tasso di mortalità.

NB: questa patologia è molto più diffusa negli esemplari WC, per questo e tanti altri motivi che mi ostino a ripetere: evitiamo di comprare animali WC, cerchiamo di promuovere il mercato dei CB e aiutiamo la conservazione degli ecosistemi cosi duramente provati dal bracconaggio!

🔬 Eziologia e Patogenesi

La micosi è causata da funghi entomopatogeni e saprofiti opportunisti (tra i generi più frequentemente coinvolti figurano Metarhizium, Beauveria, Aspergillus e Fusarium). In condizioni normali, le spore di questi funghi sono presenti nel substrato o nell’ambiente circostante senza arrecare danno a un animale sano.

L’infezione si innesca quando concorrono fattori di suscettibilità dell’ospite e alterazioni ambientali:

  1. Compromissione della cuticola: Microlesioni, abrasioni da substrato errato o danni meccanici subiti durante la muta (ecdisi) permettono alle spore di aderire e penetrare attraverso lo strato esterno di chitina.
  2. Adesione e germinazione: Le spore fungine si ancorano alla cuticola e producono enzimi idrolitici (p.es. chitinasi, proteasi e lipasi) capaci di digerire la matrice proteico-chitinosa dell’esoscheletro.
  3. Invasione tissutale: Le ife fungine penetrano l’epicuticola raggiungendo l’emolinfa e i tessuti sottostanti, portando a una risposta infiammatoria granulomatosa nell’ospite e, nei casi avanzati, alla setticemia.

Fattori Predisponenti (Eziopatogenesi Ambientale)

In cattività, la micosi è quasi sempre una malattia da errore gestionale. I principali trigger ambientali includono:

  • Inadeguata ventilazione: Il ristagno d’aria (ambiente anossico o saturo) è il principale catalizzatore della proliferazione sporale.
  • Iper-umidità e substrato saturo: Substrati costantemente inzuppati d’acqua, combinati con la presenza di materiale organico in decomposizione (avanzi di cibo), creano il terreno di coltura ideale per i funghi.
  • Temperature errate: Temperature troppo basse rallentano il metabolismo e il sistema immunitario dell’artropode, impedendogli di contrastare l’infezione.

Quadro Clinico e Sintomatologia

L’infezione da micosi si manifesta attraverso una progressione sintomatologica ben definita:

  • Fase Iniziale (Macchie Melaniche): Comparsa di piccole macchie o placche scure/nere (spesso bordate da un alone più chiaro) sulla cuticola, sulle tergiti, sulle zampe locomotorie o sulle forcipule. Questa colorazione scura è dovuta alla melanizzazione, un meccanismo di difesa immunitario primario dell’artropode che tenta di “incapsulare” e isolare l’agente patogeno.
  • Fase Intermedia (Erosione e Danno Strutturale): La zona colpita inizia a degradarsi. Le zampe infette possono perdere rigidità, mostrare necrosi distale o subire l’autotomia. Se l’infezione colpisce le antenne o i segmenti cefalici, l’animale mostra disorientamento e inappetenza.
  • Fase Avanzata (Invasione Sistematica): Comparsa di escrescenze o “muffa” visibile (micelio) che fuoriesce dalle giunzioni intersegmentali sottili o dalle lesioni. L’animale diventa letargico, perde il riflesso d’attacco, soffre di paralisi progressiva fino alla morte.

Nota sulla Muta: Se la micosi è circoscritta esclusivamente allo strato superficiale dell’esoscheletro, la scolopendra può guarire autonomamente effettuando l’ecdisi (muta) ed eliminando la cuticola infetta. Tuttavia, se le ife fungine hanno penetrato l’epiderma sottostante, il processo di ecdisi fallirà o risulterà fatale (mismatch esuviale).

Trattamento e Protocollo di Profilassi

La terapia per la micosi nei Miriapodi è prevalentemente profilattica e ambientale, poiché l’uso di antimicotici per uso umano/veterinario (es. ketoconazolo o itraconazolo) negli invertebrati non è ampiamente documentato ed è ad alto rischio di tossicità.

Protocollo di Intervento Immediato:

  1. Isolamento e Quarantena: Trasferire immediatamente l’esemplare in un terrario di quarantena, quindi sostituendo il substrato e il box.
  2. Ottimizzazione della Ventilazione: Aumentare drasticamente il flusso d’aria nel contenitore. Il ricambio d’aria continuo è il peggior nemico dello sviluppo fungino.
  3. Controllo dell’Umidità: Ridurre l’umidità del substrato, mantenendo disponibile unicamente una piastrina d’acqua per l’idratazione orale (evitare la disidratazione critica, ma eliminare l’ambiente “inzuppato”).

Trattamento topico (solo per allevatori esperti)

Questa procedura invasiva è riservata esclusivamente ad allevatori esperti in grado di operare con freddezza e tempestività. L’operazione richiede l’immobilizzazione dell’animale: il metodo migliore e più sicuro è la sedazione da anossia tramite somministrazione controllata di anidride carbonica(CO2). L’uso dell’immersione in acqua è fortemente sconsigliato nei soggetti micotici, poiché l’iper-idratazione e il contatto idrico possono accelerare la diffusione delle spore o causare insufficienza respiratoria.

Una volta raggiunto lo stato di sedazione e la perdita di reattività dell’esemplare, si procede ponendo la scolopendra su una superficie sterile (carta assorbente). Tramite un tampone di cotone (cotton-fioc), si applica una leggera pressione e frizione meccanica sulle placche melaniche. L’obiettivo è asportare lo strato cutaneo necrotico e il materiale cellulare melanizzato fino all’esposizione del tessuto sottostante, prestando la massima attenzione a non perforare la parete corporea onde evitare l’emorragia di emolinfa.

Successivamente, si applica sulla lesione un disinfettante topico: le opzioni più efficaci e documentate prevedono l’uso di Iodopovidone (Betadine) altamente diluito in acqua sterile o di soluzione fisiologica salina (NaCl 0,9%) per detergere la piaga necrotica.

L’intero intervento deve svolgersi in tempi brevissimi prima del risveglio dell’artropode. A trattamento ultimato, la scolopendra va immediatamente trasferita nel terrario di quarantena (ben ventilato e a umidità controllata), lasciandola riposare al buio e riducendo al minimo ogni ulteriore fattore di stress per favorire il recupero metabolico.

Detto ciò spero che questo articolo vi sia stato utile e/o interessante per capire come affrontare una delle patologie più temute dagli allevatori di centipedi, ricordandoci, come in ambito medico anche qui che la prevenzione è la miglior cura, perciò abbiate accortezza dell’ambiente di stabulazione dei vostri amici a cento zampe! Seguiranno altre schede per discutere di altre patologie e dei loro rimedi! A presto 😉


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