Scolopendra sp. White legs

1 Set , 2026 - Scolopendra spp.

Scolopendra sp. White legs

Scolopendra sp. White legs talvolta chiamata Scolopendra cf. gigantea “White legs” (cf. dal latino confer. indica “confronta con” o “compara con” poiché non è stata ancora attribuita la classificazione tassonomica certa) è una delle scolopendre sudamericane che più si contraddistingue dalle altre, sia per il biotopo che abita sia per le dimensioni mastodontiche che può raggiungere.

Origine e Habitat Naturale 

L’animale è originario delle regioni montane e degli altopiani del Perù, in particolare nella zona di Cajamarca. A differenza di altre specie tropicali che vivono nel sottobosco umido, questa scolopendra si è adattata a vivere in pareti e scogliere di pietra arenaria, utilizzando le profonde crepe e insenature delle rocce come rifugio principale.

Morfologia e Dimensioni

 È considerata una delle scolopendre più grandi e imponenti al mondo. Gli esemplari adulti raggiungono normalmente dimensioni comprese tra i 30 cm e i 44 cm di lunghezza totale. Dal punto di vista anatomico, oltre alla caratteristica colorazione chiara delle zampe, si distingue per la presenza di antenne visibilmente più lunghe rispetto alla media delle altre specie del genere, unita ad altre peculiarità morfologiche specifiche.

Comportamento e Temperamento 

Il carattere dell’animale cambia in modo radicale durante le varie fasi della sua crescita. Gli esemplari giovani (pedelings e giovani) mostrano un’aggressività estrema, una spiccata reattività e un’elevata irritabilità al minimo disturbo. Man mano che crescono e raggiungono la taglia adulta, tendono a diventare notevolmente più calmi e meno propensi ad attacchi impulsivi.

Parametri di Allevamento e Stabulazione 

La gestione in cattività è classificata come estremamente complessa e impegnativa, rendendola una specie adatta esclusivamente ad allevatori di grande esperienza.

  • Dimensioni della struttura: Per un esemplare adulto è necessario un terrario di grandi dimensioni, con misure minime indicative di 80 x 40 x 40 cm.
  • Aerazione e Umidità: L’habitat deve garantire superfici di ventilazione molto ampie per prevenire il ristagno d’aria. L’umidità deve essere mantenuta su livelli moderati, tra il 40% e il 60%, evitando categoricamente substrati bagnati o inzuppati.
  • Temperatura e Stabilità: Predilige temperature fresche e moderate comprese tra i 20°C e i 25°C, rispecchiando il clima dell’altopiano d’origine. Il fattore determinante per la sopravvivenza dell’animale in cattività è la costanza dei parametri climatici, poiché la specie soffre notevolmente gli sbalzi o le fluttuazioni improvvise nell’ambiente di stabulazione.

Alimentazione

Come per la totalità delle specie appartenenti al genere Scolopendra, la dieta si compone prevalentemente di un’ampia varietà di insetti di differenti dimensioni. A integrazione della dieta di base, l’apporto periodico di carne magra (come il petto di pollo) o pinky di topo risulta particolarmente gradito, specialmente nella fase post-muta per favorire il rapido recupero energetico. La frutta fresca rappresenta un valido integratore per il ripristino di zuccheri e idratazione, rivelandosi un ottimo supporto in situazioni di forte stress o debilitazione fisica.

Un elemento nutrizionale imprescindibile è l’esuvia stessa: al termine della muta, la vecchia “pelle” non deve mai essere rimossa dal terrario. L’animale la ingerisce completamente per riassorbire i preziosi sali minerali e le proteine della chitinizzazione, processo fondamentale per il consolidamento del nuovo esoscheletro e per la sopravvivenza stessa dell’esemplare.

Colorazione tipica post-muta

Setup

Questa come la maggior parte delle specie che detengo le stabulo in un box, a chiusura ermetica e di dimensioni adeguate, in questo caso essendo un esemplare sui 30cm, utilizzo un box 60x40x40, che sostituirò con la crescita. Il substrato è formato da circa il 30% di torba di sfagno e dal 70% di Desert bedding, setacciata in modo da rimuovere i frammenti più spigolosi. Nel substrato è buona prassi aggiungere qualche cucchiaio di carbone attivo vegetale, capace di neutralizzare le tossine e migliorare il pH del substrato, qualche foglia di quercia può arricchire il terreno.

Non deve mai mancare una ciotola dell’acqua che sarà fondamentale per permetterle di idratarsi, ma prestando attenzione che non riesca a rovesciarla, poiché l’aumento dell’umidità potrebbe avere conseguenze fatali. Personalmente utilizzo ciotole in ceramica che essendo basse e stabili evitano qualsiasi rischio.

Questo è quanto sono riuscito a documentare su questa specie, penso che ci sia ancora molto da imparare perciò rimanete connessi che seguiranno sicuramente novità! A presto 😉


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