Gyna spp. le “blatte di porcellana”

6 Mar , 2026 - Blatte

Gyna spp. le “blatte di porcellana”

Probabilmente uno dei generi più belli tra i Blaberidae che conta 31 specie distribuite in varie zone dell’Africa centro-meridionale di cui 6 presenti più o meno stabilmente in cattività:

  • Centurio
  • Caffrorum
  • Lurida (di cui esiste la variante Yellow)
  • Capucina
  • Bisannulata
  • Sculpturata 

Il loro stile di vita è prevalentemente fossorio, soprattutto per quanto riguarda le neanidi che passano la quasi totalità del loro tempo interrate. Gli adulti di entrambe i sessi sono dotati di due paia di ali di cui il primo, più indurito e liscio, conferisce agli animali un aspetto “porcellanato” mentre il secondo, completamente coperto dal primo, è preposto esclusivamente al volo e alle danze di corteggiamento dei maschi.

Il corpo è largo e piatto con il pronoto particolarmente sviluppato, caratteristica che consente agli esemplari di proteggere il capo durante lo scavo, e l’addome è interamente coperto dalla lunghezza delle ali.

Le zampe sono corte e “spinose”, con differenti proporzioni fra le anteriori, più tozze e corte, e le posteriori, più lunghe e snelle. Questa particolare forma, insieme al pronoto liscio e duro, rende le Gyna delle abilissime scavatrici capaci di infossarsi rapidamente in caso di pericolo. Possiedono anche dei cuscinetti adesivi, localizzati sui tarsi, che permettono agli adulti di aggrapparsi saldamente alle superfici lisce come plastica e vetro. Le neanidi ne sono sprovviste, quindi non possono arrampicarsi sulle pareti del box.

Allestimento del box

Vista la loro attitudine fossoria sarà necessario utilizzare un box sviluppato orizzontalmente e inserirvi circa 10/15 cm di substrato in base alla popolosità della colonia e alla specie (consiglio di non riempire fino all’orlo con la terra, meglio lasciare qualche centimetro tra margine superiore del contenitore e la superficie delle foglie secche in modo da scongiurare eventuali fughe). Come base possiamo adoperare fibra di cocco o torba mischiate a foglie secche. Molto gradite saranno anche cortecce e tronchi, meglio se messi in obliquo e che poggiano sul fondo del contenitore in quanto, con i processi di scavo degli esemplari, tutti gli arredi verranno piano piano fatti sprofondare.

Le foglie verranno solo in minima parte consumate e contribuiranno invece all’arieggiamento del terreno, al mantenimento dell’umidità e forniranno ripari agli esemplari.

Umidità

Personalmente consiglio di mantenere un gradiente orizzontale nel box con un lato che andrà mantenuto più umido e un lato più asciutto in modo da consentire agli animali di spostarsi in base alle proprie esigenze. Questa indicazione può essere usata, bene o male, con tutte le specie tenendo conto solo di lievi differenze.

Alimentazione

La dieta delle neanidi e degli adulti è abbastanza simile, entrambe si nutrono molto di frutta (particolarmente apprezzate saranno banana e mela), alcune verdure (come carote, zucchine e cetrioli) e fonti proteiche come croccantini di cane/gatto (queste saranno indispensabili per lo sviluppo dei giovani e per la gravidanza delle femmine). Altri cibi apprezzati saranno mangime per pesci, pond sticks, pane secco, resti di carne etc.

Personalmente evito solanacee quali patate, pomodori, peperoni e frutta particolarmente acida come il limone.

In genere nutro le mie colonie circa una volta a settimana, aumentando la frequenza nel periodo estivo a causa dell’aumento del metabolismo.

N.B. le neanidi non sono in grado di scalare le pareti lisce, quindi il cibo andrà offerto CATEGORICAMENTE direttamente a contatto col substrato. Ciotole, tappi o altri contenitori lisci possono rappresentare una trappola mortale per i piccoli.

Occhio anche agli eccessi! Il cibo che viene fornito dovrà essere completamente consumato nell’arco di 24/48h senza lasciare residui che potrebbero andare incontro a marcescenza o attirare acari detritivori. Pertanto se vedete degli avanzi rimuoveteli dopo un paio di giorni.

Importante anche sapere che le crocchette, estremamente apprezzate da tutte le Gyna, verranno prese e trasportate sotto al substrato, quindi se non le vedete più mi raccomando NON DATENE ALTRE, probabilmente sono state semplicemente trasportate sotto terra. Meglio attendere qualche giorno e riaggiungerle che colmare il substrato di residui organici.

Temperature

Il genere Gyna può essere allevato con successo a temperatura ambiente, circa 18-20 gradi in inverno e 28-30 gradi in estate, con Gyna capucina come unica eccezione (ne parlerò meglio nella sezione dedicata). L’altra opzione è scaldare la colonia per mezzo di un tappetino riscaldante da porre su un lato del box, così da garantire agli esemplari un gradiente di temperatura. Quando ne ho bisogno metto il tappetino adeso alla zona secca, così da non rischiare di far asciugare troppo velocemente la zona umida e far morire gli esemplari per disidratazione.

Parliamo adesso delle necessità delle singole specie:

 Gyna centurio

Fra tutte le Gyna è la specie con il maggior dimorfismo sessuale con i maschi molto più piccoli e di colore chiaro e le femmine più grandi con le tegmine e il pronoto molto più scuri. Il suo allevamento non differisce molto dalla scheda base di cui sopra, quindi aggiungo solo alcune annotazioni interessanti. 

Gli esemplari mostrano una certa preferenza per le zone umide del box, soprattutto durante il periodo estivo. Ho optato quindi per un box più umido e con una zona secca ridotta. Le foglie secche non vengono particolarmente utilizzate visto che le neanidi passano la totalità del loro tempo infossate. Anche gli adulti si mostrano difficilmente di giorno, uscendo allo scoperto solo la notte per i rituali di corteggiamento e le competizioni fra maschi.

Gyna caffrorum 

 Una delle specie più belle in assoluto. Oltre alla classica colorazione “a cielo stellato” delle tegmine degli esemplari adulti e le meravigliose screziature delle neanidi, voglio portare alla vostra attenzione alcune interessanti varianti cromatiche. Non so ancora a cosa sia dovuto, ma in alcuni ceppi presenti in allevamento appaiono delle neanidi che perdono la colorazione nera di base per sostituirla con un bel rosso acceso. 

 Un’altra interessante colorazione è rappresentata da alcuni esemplari adulti estremamente scuri e quasi del tutto privi delle tonalità blu di fondo tipiche degli esemplari appena mutati.

Probabilmente la specie più resistente fra tutte e con la quale ho sperimentato praticamente ogni condizione di allevamento. A differenza delle altre non mi è mai sembrato necessario un gradiente di umidità particolarmente importante, meglio mantenere tutto leggermente umido al tatto, anche se so di persone che le hanno allevate con successo in box completamente aridi.

A differenza di G. centurio, le femmine di G. caffrorum producono piccoli di dimensioni maggiori e in numero minore.

Le neanidi di questa specie risultano anche estremamente attive e, nonostante mantengano la predilizione per la vita fossoria, in caso di pericolo, vibrazioni o stimoli esterni non è raro vederle fuoriuscire in massa dal substrato per correre in bella vista. In questo caso risulta necessario l’utilizzo di una lettiera di foglie secche che fornisca riparo ai vari esemplari.

Occhio che i maschi e femmine adulte sono molto agitati e non sarà raro vederli partire per il box o volare direttamente al di fuori di esso qualora si presentasse loro l’occasione.

 

Gyna lurida

Mai nome meno azzeccato, queste blatte rappresentano l’apoteosi della variabilità cromatica intraspecifica. 

Le neanidi sono abbastanza simili a quelle di Gyna caffrorum mentre gli adulti si sbizzarriscono in composizioni di colore a dir poco pazzesche. Le foto parlano da sé, ma ci tengo comunque ad inquadrare le forme base che si possono osservare. 

Nella mia colonia ho esemplari di colore bianco, marrone e giallo intenso. Alcuni presentano addirittura delle colorazioni miste fra quelle elencate. Per di più gli stessi individui, man mano che invecchiano, subiscono delle deviazioni verso le tonalità più scure che già possedevano, mentre i colori più brillanti si osservano poco dopo la muta.

 Molto simile come allevamento e comportamento a G. caffrorum, se non che le neanidi sono leggermente più timide.

Gyna capucina

Esemplare femmina

 La specie, in allevamento, più grande del genere! Ho avuto femmine che superavano di poco i 4,5cm misurati dall’estremità anteriore del pronoto alla fine delle tegmine.

 A cause delle dimensioni, il loro ciclo vitale sarà leggermente più lungo delle altre viste fino ad ora con le femmine che matureranno in estremo ritardo rispetto ai maschi.

Il loro allevamento non è particolarmente semplice. Utilizzo un box sviluppato in lunghezza per creare un gradiente di umidità importante, aggiungo una grande quantità di foglie secche e un’alimentazione con un maggiore apporto di proteine. 

Esemplare maschio
Esemplare maschio

Vediamo uno ad uno i punti dolenti nella loro gestione:

  • I maschi sviluppano MOLTISSIMO PRIMA delle femmine. Se partite con pochi esemplari vi conviene chiedere all’allevatore di selezionare femmine molto più in avanti con lo sviluppo o maschi particolarmente piccoli in modo di avere maggiori possibilità di ottenere un accoppiamento. Attenzione però ad un fatto: in questa specie, molto più che nelle altre, ho riscontrato una grandissima variabilità nella dimensione degli esemplari adulti con maschi e femmine paragonabili agli adulti di Gyna caffrorum, e sorelle, nate insieme e maturate un paio di mesi dopo, di anche 1 o 2 cm più grandi. Se l’allevatore non soddisfa le vostre richieste vi conviene separare i due sessi e tenere le femmine a temperature leggermente maggiori rispetto ai fratelli, così da accelerarne lo sviluppo.
  • Soffrono molto la sovrappopolazione. Molti allevatori hanno notato morti improvvise o perdite di intere colonie a densità abitative paragonabili a normali colonie di Gyna centurio o caffrorum. Quindi se vedete che diventano troppe date loro più spazio o sopprimetene una parte. Può sembrare brutale ma il rischio di perdere la specie è concreto. 

Ho assistito anche a liti fra le femmine che, arrampicate sulle pareti del box, si spingevano con i rispettivi pronoti per avere libera la zona intorno a loro.

  • Hanno un estremo bisogno di proteine. Rispetto alle altre specie in mio possesso le capucina vanno letteralmente matte per le crocchette dei gatti. La loro presenza nella dieta dovrà essere ingente. Come pena ci saranno sviluppi rallentati degli esemplari, aborti da parte delle madri e addirittura cannibalismo. Mi è capitato diverse volte di assistere a gruppi di esemplari che divoravano vivi i compagni. Questo comportamento non l’ho mai riscontrato in nessun’altra specie di blatta allevata ed è completamente scomparso una volta aumentata la quota proteica settimanale.

N.B. non esagerate comunque con crocchette e cibo umido in quanto potrebbero attirare acari o altri spazzini. 

Gyna bisannulata/sculpturata

 Due specie che ho da pochissimo e sulle quali non posso ancora dire molto, ma l’allevamento mi sembra abbastanza simile a quello di Gyna centurio se non per la necessità della zona secca. Non appena potrò aggiungerò informazioni anche a questa sezione. 

Buon allevamento a tutti!

Autore: Lorenzo Pelicella allevatore di blatte, uropigi e amblipigi; potete trovarlo su Instagram come @res_insecta


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